Loredana ContiVIEW PROFILE →
La nuova era di Gucci: come Demna prova a riscrivere il futuro del piu iconico marchio italiano
Con l arrivo di Demna Gvasalia, Gucci apre una nuova era tra la collezione La Famiglia e gli arazzi di Gucci Memoria che ripercorrono 105 anni di storia. Analizzo cosa significa questa svolta per il marchio e per tutto il lusso italiano.
La moda, il lusso e l arte sono il mio mondo, dalle passerelle alle grandi esposizioni, e raramente ho seguito un momento tanto delicato quanto quello che sta vivendo oggi Gucci. Perche quando cambia la guida creativa di un marchio cosi simbolico, non cambia soltanto uno stile, ma si riscrive un pezzo dell identita stessa del lusso italiano, e questo merita un racconto attento.
Il protagonista di questa svolta e Demna Gvasalia, il designer di origine georgiana che per circa un decennio ha guidato Balenciaga trasformandola in un fenomeno culturale. Il suo arrivo alla direzione creativa di Gucci, avvenuto nella primavera del 2026, ha subito acceso un misto di enorme curiosita e comprensibile timore, perche parliamo di uno dei nomi piu discussi e influenti dell intera moda contemporanea.
Un arrivo che divide e appassiona
Devo essere onesta, la sua nomina ha diviso profondamente gli appassionati, e capisco entrambe le posizioni in questo dibattito. Da un lato ci sono coloro che temono che il suo stile provocatorio e destrutturato possa snaturare l eleganza classica di Gucci, dall altro chi, come me, crede che proprio una visione forte e coraggiosa sia cio di cui il marchio aveva bisogno per ritrovare slancio.
Va infatti ricordato che Gucci arrivava da una fase complicata, in cui aveva perso parte della spinta e della centralita che l avevano reso un motore del lusso mondiale. In un mercato che rallenta e che chiede autenticita, affidare le chiavi della maison a un autore capace di generare conversazione globale e una scommessa rischiosa ma, a mio avviso, anche molto lucida da parte del gruppo.
Cio che apprezzo di questa scelta e il coraggio che la sottende, perche nel lusso la prudenza eccessiva e spesso l anticamera del declino. Un marchio con oltre un secolo di storia non puo limitarsi a ripetere se stesso all infinito, e serve qualcuno disposto a rischiare, a far discutere e a riportare i riflettori del mondo intero su un nome che rischiava di diventare semplicemente rassicurante.
La Famiglia e la memoria di 105 anni

Il debutto di Demna non si e fatto attendere, e la sua prima collezione, intitolata Gucci La Famiglia, e stata presentata proprio alla vigilia della Settimana della Moda di Milano. Gia dal titolo si intuisce l intenzione di legare la nuova era al concetto di appartenenza e di radici, un messaggio che a me e parso un modo intelligente di rassicurare senza rinunciare alla propria voce.
Ancora piu significativo, a mio parere, e stato il progetto presentato in occasione del suo primo Salone da direttore creativo, chiamato Gucci Memoria. Si tratta di una serie di dodici arazzi realizzati su misura che ripercorrono i centocinque anni di storia del marchio, una scelta che trovo bellissima perche mette la memoria e l artigianalita al centro della nuova narrazione.
Questo dettaglio, per chi come me ama leggere i simboli della moda, dice moltissimo sulla strategia in atto e sulle intenzioni del nuovo corso. Invece di cancellare il passato, Demna sembra volerlo abbracciare e reinterpretare, ricordando a tutti che dietro il logo c e un secolo di sartoria, di pelletteria e di quel saper fare italiano che nessuna provocazione dovrebbe mai mettere in secondo piano.
Non solo Gucci, un intera stagione di debutti
E affascinante notare come questa rivoluzione non riguardi soltanto Gucci, ma si inserisca in una vera e propria stagione di grandi debutti nel lusso italiano. Da Giorgio Armani, ad esempio, Silvana Armani, nipote del compianto stilista, ha firmato il suo esordio nel pret a porter con una visione fedele allo spirito della maison ma con un tocco piu fluido e volutamente imperfetto.
Anche altre grandi case hanno voltato pagina in questo periodo cosi intenso, segno di un ricambio generazionale profondo e diffuso. Maria Grazia Chiuri ha presentato la sua prima visione da unica direttrice creativa di Fendi, mentre Meryll Rogge ha firmato un debutto espressivo e personale da Marni, confermando che l intero sistema moda sta cercando nuove voci e nuove direzioni.
Questa concentrazione di cambiamenti in cosi poco tempo e qualcosa che, nella mia esperienza, si vede molto raramente nel mondo della moda. Significa che le maison hanno capito di dover rischiare per restare rilevanti, e che il pubblico, sempre piu attento e informato, chiede oggi autenticita e visione piuttosto che semplici ripetizioni di formule ormai collaudate.
Cosa significa per il lusso italiano
Osservando il quadro d insieme, credo che stiamo assistendo a un momento cruciale, quasi a un test di maturita per tutto il Made in Italy del lusso. La sfida sara conciliare l audacia dei nuovi direttori creativi con l inestimabile patrimonio artigianale dei nostri distretti, perche e proprio da quell equilibrio che dipendera la capacita dell Italia di restare al vertice del settore.
Io continuero a seguire da vicino questa nuova era di Gucci e di tutte le maison in trasformazione, raccontandovi non solo le sfilate ma anche il significato profondo che si nasconde dietro ogni scelta. Perche sono convinta che la moda, quando e fatta con coraggio e rispetto per la propria storia, non sia mai solo questione di abiti, ma un vero e proprio racconto della nostra cultura e del nostro tempo.






