Loredana ContiVIEW PROFILE →
Il re del cashmere che ride della crisi: come Brunello Cucinelli sfida il rallentamento del lusso
Mentre gran parte del settore del lusso arranca, Brunello Cucinelli continua a correre. Con ricavi in crescita a doppia cifra e le stime rialzate, il marchio umbro del quiet luxury dimostra che eleganza discreta e strategia paziente battono la crisi. Ecco i numeri di un semestre da record.
In un momento storico in cui buona parte dell'industria del lusso mondiale è alle prese con un evidente rallentamento delle vendite e con consumatori sempre più prudenti, esiste un'eccezione italiana che sembra vivere in una realtà completamente diversa. Si tratta di Brunello Cucinelli, il celebre marchio umbro, che continua a macinare crescita e a stupire gli analisti con risultati che vanno controcorrente rispetto alla tendenza generale del mercato.
Un semestre da incorniciare
I dati relativi alla prima metà del 2026, presentati lo scorso trenta luglio, raccontano di una salute finanziaria a dir poco invidiabile per la maison del cashmere. Nei sei mesi conclusi il trenta giugno, l'azienda ha registrato ricavi per ben 749,4 milioni di euro, un dato che rappresenta una crescita del 9,5 per cento su base riportata e che sale addirittura al 13,3 per cento se calcolato a cambi costanti.
La solidità di questi numeri non si ferma però alla sola linea dei ricavi, ma si estende con forza anche alla redditività complessiva dell'impresa. Il risultato operativo, indicato con la sigla EBIT, ha infatti raggiunto quota 128,2 milioni di euro, segnando un incremento del 12,6 per cento, mentre il margine si è ampliato di cinquanta punti base per attestarsi a un solido 17,1 per cento.

Le stime che salgono
Forte di questi risultati eccezionali, il management dell'azienda non ha nascosto il proprio ottimismo per il futuro, decidendo di rivedere al rialzo le proprie previsioni. La guida sulla crescita dei ricavi a cambi costanti per l'intero anno 2026 è stata infatti innalzata a una forbice compresa tra il 10 e l'11 per cento, rispetto al precedente obiettivo che era fissato al 10 per cento.
Lo stesso presidente esecutivo e direttore creativo, Brunello Cucinelli in persona, ha commentato questi traguardi con evidente e giustificata soddisfazione. Egli ha definito i risultati ottenuti come, testualmente, davvero, davvero eccezionali, sottolineando il favorevole slancio registrato a livello globale e la robustezza degli ordini raccolti per le collezioni che verranno presentate nei prossimi mesi.
Una crescita globale
Analizzando la distribuzione geografica di questo successo, emerge un quadro di crescita diffusa e ben bilanciata su tutti i principali mercati mondiali. Il continente americano ha mostrato un incremento del 13,6 per cento raggiungendo i 278,7 milioni di euro, mentre l'Europa è cresciuta in modo più contenuto ma comunque solido, con un più 5,3 per cento e ricavi pari a 255,6 milioni.
Particolarmente brillante è stata poi la performance registrata nel continente asiatico, spesso considerato il termometro della salute del settore del lusso. Qui il marchio ha messo a segno la crescita più elevata in assoluto, con un notevole più 14,1 per cento che ha portato i ricavi dell'area a toccare quota 215,1 milioni di euro, confermando l'appeal internazionale del brand.
La filosofia del non essere avidi
Il segreto dietro questa apparente immunità alla crisi non risiede soltanto nella qualità impareggiabile del prodotto, ma anche in una precisa e coerente filosofia aziendale. Interrogato su come riesca a battere il rallentamento generale del lusso, il fondatore ha offerto una risposta tanto semplice quanto profonda e controcorrente, riassumibile in un principio fondamentale, ovvero quello di non essere mai avidi.
Questo approccio si traduce in una strategia paziente e sostenibile, lontana dalle logiche di crescita forzata e di sfruttamento eccessivo del marchio che hanno messo in difficoltà molti concorrenti. Il posizionamento nel cosiddetto quiet luxury, il lusso silenzioso fatto di eleganza discreta e cashmere pregiato, sta risuonando in modo potente con una clientela facoltosa e sempre più attenta alla sostanza.
Un modello per il Made in Italy
La vicenda di Brunello Cucinelli assume dunque un valore che va ben oltre il semplice bilancio di una singola azienda, per diventare un vero e proprio caso di studio. In un settore attraversato da incertezze, dazi e cambiamenti repentini, essa dimostra come un modello imprenditoriale fondato sui valori, sull'artigianato e sul rispetto delle persone possa non solo resistere, ma addirittura prosperare.
In conclusione, mentre il dibattito sul futuro del lusso e sul suo inevitabile rallentamento continua ad animare gli addetti ai lavori, il re del cashmere umbro sembra aver già trovato la propria formula vincente. Un equilibrio raro tra crescita e misura, tra ambizione e umanità, che conferma ancora una volta l'eccellenza e l'unicità del vero Made in Italy nel mondo.






