Loredana ContiVIEW PROFILE →
Prada-Versace, nasce il nuovo polo del lusso italiano: acquisizione da 1,25 miliardi
Prada ha completato l'acquisizione di Versace da Capri Holdings per 1,25 miliardi di euro. Lorenzo Bertelli presidente esecutivo, Dario Vitale al timone creativo: è il più grande acquisto nei 112 anni del gruppo.
Il panorama del lusso italiano ha vissuto una svolta storica destinata a ridisegnarne gli equilibri per gli anni a venire. Con un'operazione dal valore imponente, il gruppo Prada ha portato sotto il proprio controllo un altro nome iconico della moda mondiale, dando vita a un grande polo del lusso interamente italiano capace di competere con i colossi francesi.
Si tratta di un matrimonio tra due filosofie apparentemente opposte ma profondamente complementari. Da un lato l'eleganza intellettuale e rigorosa di Prada, dall'altro la sensualità barocca e mediterranea di Versace, due anime della creatività italiana che ora si trovano a condividere lo stesso destino industriale e strategico.
Un'operazione da 1,25 miliardi
A fine 2025, il 2 dicembre, Prada ha ufficialmente completato l'acquisizione di Versace, rilevandola dal gruppo americano Capri Holdings dopo aver ottenuto tutte le autorizzazioni normative richieste. Un passaggio di proprietà atteso da mesi e seguito con grande attenzione da tutto il settore della moda.
Il valore complessivo dell'operazione ammonta a 1,25 miliardi di euro, una cifra che ne fa il più grande acquisto nei centododici anni di storia del gruppo Prada. Un investimento di tale portata testimonia la solidità finanziaria del gruppo e la sua ambizione di crescere anche attraverso acquisizioni strategiche di prestigio.
Nella nuova struttura societaria, un ruolo di primo piano è affidato a Lorenzo Bertelli, che assume la carica di presidente esecutivo di Versace. L'incarico si aggiunge alle sue attuali responsabilità come direttore marketing e responsabile della corporate social responsibility dell'intero gruppo Prada, consolidando il suo peso ai vertici.
Una nuova guida per la Medusa

Se la gestione strategica passa nelle mani di Bertelli, la direzione creativa segna anch'essa un cambio di era per la maison. Il timone creativo di Versace è stato infatti affidato a Dario Vitale, stilista proveniente da Miu Miu, chiamato a reinterpretare il celebre linguaggio della Medusa per una nuova fase.
La scelta di un creativo formatosi proprio all'interno della galassia Prada non è casuale. Essa segnala la volontà di integrare profondamente Versace nella nuova casa madre, pur nel rispetto della sua identità fortemente riconoscibile, in un delicato equilibrio tra continuità stilistica e rinnovamento necessario.
Dal canto suo, Prada ha definito Versace un brand fortemente complementare al proprio portafoglio, dotato di un potenziale di crescita significativo e ancora solo parzialmente espresso. L'obiettivo dichiarato è dunque quello di rilanciare la maison, valorizzandone appieno la storia e la forza evocativa del marchio.
Le sfide dell'integrazione
La strada verso il pieno rilancio, tuttavia, non è priva di ostacoli e richiederà tempo e pazienza. Il processo di integrazione operativa è ancora in corso, così come la completa separazione da Capri Holdings, un passaggio complesso la cui conclusione è prevista nella seconda metà del 2026.
Sul fronte dei conti, l'amministratore delegato Andrea Guerra è stato realista nelle sue previsioni. Ha infatti spiegato che il consolidamento di Versace avrà un effetto diluitivo sull'Ebit margin nel corso del 2026, un impatto fisiologico legato all'assorbimento di una realtà che necessita di un profondo lavoro di rilancio.
Le prospettive, però, guardano con fiducia al futuro a medio termine. L'obiettivo dichiarato dal gruppo resta infatti quello di riprendere un percorso di incremento graduale della marginalità a partire dal 2027, una volta assorbito lo sforzo iniziale e avviata concretamente la rinascita del marchio.
In definitiva, la nascita di questo nuovo polo rappresenta una scommessa strategica di enorme portata per il Made in Italy. Se l'integrazione avrà successo, l'Italia potrà finalmente contare su un gruppo del lusso più forte e strutturato, capace di tenere testa alla concorrenza internazionale e di custodire in casa il proprio inestimabile patrimonio creativo.






