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La moda italiana nel 2026 tra sfide e passerelle: fatturato in calo e Milano Fashion Week a settembre

fashion2026-08-20 · 4 min read · 0 reads

Il settore della moda italiana affronta nel 2026 un calo del fatturato e delle esportazioni, secondo i dati della CNMI. Intanto Milano si prepara alla Fashion Week di settembre con Prada e Armani.

Il 2026 si presenta come un anno impegnativo e complesso per la moda italiana, uno dei settori più importanti e rappresentativi dell'economia del Paese. Tra un contesto internazionale difficile e un mercato del lusso in raffreddamento, l'industria si trova a dover gestire con grande disciplina una fase di rallentamento, senza però perdere la sua centralità a livello globale.

Un fatturato in calo

La moda italiana affronta nel 2026 un calo del fatturato, mentre Milano si prepara alla Fashion Week di settembre. (Immagine illustrativa)
La moda italiana affronta nel 2026 un calo del fatturato, mentre Milano si prepara alla Fashion Week di settembre. (Immagine illustrativa)

Secondo i dati elaborati dalla Camera Nazionale della Moda Italiana, il fatturato del settore ha registrato una flessione. Nel 2025 il giro d'affari si è attestato a 92,87 miliardi di euro, con un calo del 3,1 per cento rispetto ai 95,84 miliardi del 2024. Per il 2026 si prevede un'ulteriore diminuzione dell'1,5 per cento, fino a 91,48 miliardi di euro.

Il settore preso in esame comprende diversi comparti fondamentali del made in Italy, tra cui il tessile, l'abbigliamento, la pelletteria, le calzature, la gioielleria, la cosmetica e l'occhialeria. Si tratta di una filiera ampia e articolata, che rappresenta una delle colonne portanti dell'intero sistema economico e produttivo nazionale.

Le esportazioni sotto pressione

Anche sul fronte delle esportazioni i numeri raccontano di un periodo di difficoltà. Nel 2025 l'export ha raggiunto quota 86,68 miliardi di euro, in calo del 4,9 per cento rispetto ai 91,14 miliardi dell'anno precedente. Le previsioni per il 2026 indicano una nuova contrazione dell'1,5 per cento, con il valore che scenderebbe a 85,38 miliardi.

Analizzando i singoli mercati emergono dinamiche molto diverse tra loro. La Francia si conferma il principale mercato di destinazione con 8,97 miliardi di euro, pur con una lieve flessione dello 0,4 per cento. Gli Stati Uniti mostrano una crescita del 2,5 per cento e la Germania dell'1,5 per cento, mentre la Cina segna un netto calo del 14,8 per cento.

Il saldo commerciale e i consumi

Nonostante le difficoltà, il settore continua a garantire un saldo commerciale positivo, pari a circa 39 miliardi di euro, anche se in diminuzione di cinque miliardi rispetto al 2024. Questo dato conferma la forza strutturale della moda italiana sui mercati esteri, che resta un pilastro fondamentale per la bilancia commerciale del Paese.

Guardando ai consumi interni, si registrano alcune differenze tra i vari comparti. Le vendite di abbigliamento sono diminuite dello 0,8 per cento e quelle delle calzature dell'1,8 per cento. In controtendenza si muove invece il segmento della cosmetica, che ha mostrato una buona capacità di tenuta con una crescita del 3,7 per cento.

Un anno da gestire con disciplina

Gli esperti descrivono il 2026 come un anno selettivo, in cui sarà necessario puntare su una forte identità di marca e su una distribuzione controllata per resistere alle pressioni del mercato. L'incertezza geopolitica pesa in modo particolare, con specifiche preoccupazioni legate ai mercati mediorientali dopo la chiusura dello Stretto di Hormuz avvenuta il 4 marzo.

Milano si prepara alla Fashion Week

Mentre il settore fa i conti con i numeri, Milano si prepara a ospitare uno degli eventi più attesi del calendario internazionale. La Milano Fashion Week si terrà dal 22 al 28 settembre 2026 e sarà dedicata alla presentazione delle collezioni per la primavera e l'estate del 2027, con le firme più prestigiose della moda pronte a sfilare.

Il programma ufficiale, organizzato dalla Camera Nazionale della Moda Italiana, prevede un totale di 54 sfilate fisiche affiancate da 6 presentazioni in formato digitale. L'apertura della settimana sarà affidata a Prada, che sfilerà il 22 settembre, mentre la chiusura spetterà a Giorgio Armani, in programma per il 27 settembre.

I grandi nomi in passerella

Oltre ai due marchi che aprono e chiudono la manifestazione, il calendario include molti altri nomi di primo piano del panorama internazionale. Tra questi figurano Fendi, Gucci, Bottega Veneta, Max Mara, Dolce e Gabbana, Missoni, Ferragamo, Alberta Ferretti, Marni, Jil Sander e Tod's, a conferma della ricchezza dell'offerta milanese.

Non mancano però alcune assenze di rilievo in questa edizione. La maison Versace, ad esempio, ha scelto di non presentare la propria collezione, mentre il debutto del direttore creativo Pieter Mulier è stato rinviato al 2027. Sono inoltre attesi i debutti di Loris Messina e Simone Rizzo alla guida creativa del marchio Moschino.

Eventi ed esposizioni collaterali

La settimana della moda non si limiterà alle sole passerelle, ma sarà arricchita da numerosi eventi collaterali. Tra questi spicca Vogue World Milano, che si terrà nella suggestiva cornice della Galleria Vittorio Emanuele II con il tema dedicato al futuro costruito dalle mani. Al Palazzo Reale sarà inoltre inaugurata la mostra Dalí e la Moda.

Sempre al Palazzo Reale si svolgerà anche la tradizionale cena di gala organizzata dalla Camera Nazionale della Moda Italiana. Nel complesso, l'edizione di settembre conferma il ruolo centrale di Milano come capitale della moda, capace di mettere in relazione mondi differenti come la moda, il design, la finanza e la cultura.

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