Loredana ContiVIEW PROFILE →
Il futuro di Armani un anno dopo: come il Re della moda italiana ha pianificato la sua eredita
A un anno dalla scomparsa di Giorgio Armani, il suo impero affronta una transizione delicata. Racconto il piano di successione pensato dal Re della moda italiana, dal ruolo della fondazione ai possibili acquirenti, e cosa significa per il futuro del lusso Made in Italy.
Moda, lusso e arte sono il mio mondo, e ci sono nomi che appartengono non solo alle passerelle ma alla storia stessa del nostro Paese, e Giorgio Armani e senza dubbio uno di questi, un uomo che ha ridefinito l idea di eleganza italiana e la cui eredita continua a far discutere a distanza di quasi un anno dalla sua scomparsa.
Il Re della moda italiana, come veniva affettuosamente chiamato, si e spento il quattro settembre all eta di novantuno anni, lasciando un vuoto enorme ma anche qualcosa di piu raro nel mondo del lusso, ovvero un piano di successione pensato con la stessa cura e precisione con cui disegnava le sue collezioni.
Un piano di successione preciso

Il cuore di questo piano e la fondazione che porta il suo nome, creata gia nel 2016 proprio per salvaguardare l indipendenza dell azienda e garantire un passaggio ordinato, e che secondo le sue volonta manterra almeno il trenta per cento della societa e avra il compito cruciale di scegliere il futuro amministratore delegato.
Il testamento traccia poi una rotta molto chiara anche per i suoi sei eredi, ai quali viene chiesto di cedere quote della societa secondo un calendario preciso, a partire da una prima tranche del quindici per cento entro diciotto mesi, seguita da una quota che potra arrivare fino al cinquantaquattro virgola nove per cento nell arco di cinque anni.
Un dettaglio che colpisce e la scelta di indicare persino gli acquirenti preferiti a cui dare priorita, tra cui figurano nomi di primissimo piano come il colosso francese LVMH, il gigante dell occhialeria EssilorLuxottica e la casa cosmetica L Oreal, segno di una visione lucida fino all ultimo dettaglio.
Una maison in transizione
Occorre ricordare che Armani, notoriamente riservato sulla sua vita privata, non ha avuto figli, e proprio per questo la costruzione di una governance solida diventava ancora piu importante, per evitare che l assenza di eredi diretti si trasformasse in incertezza o in una guerra di potere attorno a uno dei marchi piu preziosi al mondo.
Nei mesi successivi alla scomparsa, il gruppo ha messo in atto proprio questa struttura, nominando un nuovo consiglio di amministrazione per guidare l impero e affidando la carica di amministratore delegato a Giuseppe Marsocci, un manager di lunga data con oltre ventitre anni di esperienza all interno della stessa azienda.
La sfida che attende la nuova dirigenza non e affatto semplice, perche si tratta di traghettare la maison in un momento delicato per l intero settore del lusso, segnato da un rallentamento dei consumi, e allo stesso tempo di custodire quell identita sobria ed elegante che ha reso Armani un sinonimo di stile in tutto il mondo.
Cosa significa per il Made in Italy
Al di la delle quote e dei numeri, credo che questa vicenda racconti qualcosa di piu profondo sul nostro modo di intendere la moda, perche Armani ha dimostrato che un grande stilista puo essere anche un imprenditore lungimirante, capace di pensare non solo all abito della prossima stagione ma alla sopravvivenza della sua opera per i decenni a venire.
La sua eredita solleva anche una domanda importante per tutto il Made in Italy, ovvero se i nostri grandi marchi riusciranno a restare indipendenti oppure finiranno assorbiti dai grandi gruppi internazionali, un tema che tocca l orgoglio e l identita di un intero comparto che il mondo intero ci invidia.
La mia riflessione, da appassionata di moda e di eleganza, e che il vero lascito di Giorgio Armani non sono soltanto gli abiti impeccabili, ma la lezione di stile e di responsabilita con cui ha preparato il proprio addio, dimostrando che la vera classe si misura anche nel modo in cui si sceglie di lasciare il palcoscenico.






