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Prada, semestre a due velocità: ricavi a 3,04 miliardi con Versace, ma Miu Miu rallenta e l'utile scende

fashion2026-08-19 · 3 min read · 265 reads

Il Gruppo Prada ha chiuso il primo semestre del 2026 con ricavi in crescita del 16 per cento a 3,04 miliardi di euro, sostenuti anche dall'ingresso di Versace nei conti. Dietro il dato positivo, però, la corsa di Miu Miu si è raffreddata e la redditività è calata rispetto a un anno fa.

Il Gruppo Prada archivia un primo semestre 2026 solido ma dalle due velocità. I ricavi netti sono saliti a 3,04 miliardi di euro, in crescita del 16 per cento su base annua, spinti anche dal primo consolidamento di Versace. La crescita organica, che esclude l'effetto delle acquisizioni, si è invece fermata al 5 per cento, accelerando però al 7 per cento nel secondo trimestre.

Scendendo nel dettaglio, le vendite al dettaglio hanno raggiunto 2,63 miliardi di euro, in aumento del 12 per cento, mentre il canale wholesale è cresciuto del 40 per cento a 299 milioni. A completare il quadro, le royalty sono salite del 73 per cento a 116 milioni di euro. La spinta maggiore, in termini di dinamica, è arrivata proprio dai canali diversi dal retail diretto.

A frenare l'entusiasmo è però la redditività, in calo nonostante l'aumento dei ricavi. Il risultato operativo, l'EBIT, è sceso a 523 milioni di euro dai 607 milioni dello stesso periodo dell'anno precedente. Anche l'utile netto si è ridotto, attestandosi a 327 milioni contro i 386 milioni del primo semestre 2025, segnale di margini sotto pressione.

Miu Miu rallenta, Prada tiene

Il dato più osservato riguarda Miu Miu, il marchio che negli ultimi anni ha trainato l'intero gruppo. Le sue vendite al dettaglio sono cresciute solo del 2,5 per cento, con un secondo trimestre al 2,6 per cento. Un netto raffreddamento, spiegato in gran parte dal confronto durissimo con il 40 per cento di crescita messo a segno nel secondo trimestre del 2025.

A compensare il rallentamento ci ha pensato il marchio Prada, che mostra segnali di riaccelerazione. Le vendite al dettaglio della griffe principale sono aumentate del 3,3 per cento nel semestre, con un secondo trimestre più brillante al 6,3 per cento. La dinamica tra i due marchi si è quindi in parte invertita rispetto agli ultimi esercizi, con Prada di nuovo protagonista.

Versace entra nei conti

Con l'acquisizione completata a fine 2025, Versace entra per la prima volta nei conti semestrali del Gruppo Prada.
Con l'acquisizione completata a fine 2025, Versace entra per la prima volta nei conti semestrali del Gruppo Prada.

La grande novità del semestre è l'ingresso di Versace nel perimetro del gruppo. Dopo l'acquisizione completata a fine 2025, il marchio fondato da Gianni Versace ha generato ricavi netti per 305 milioni di euro nel semestre, con una performance descritta come in linea con le attese. L'attenzione, per ora, è concentrata sul migliorare la qualità dei ricavi.

L'operazione rappresenta una sfida strategica di lungo periodo. Integrare un marchio dall'identità massimalista come Versace all'interno di un gruppo storicamente associato a un lusso più rigoroso richiede tempo, investimenti e una rifocalizzazione della rete distributiva. I primi mesi servono soprattutto a impostare le basi del rilancio, più che a produrre risultati eclatanti.

La mappa geografica

La fotografia per aree geografiche racconta un mondo del lusso a macchie di leopardo. Il vero motore sono state le Americhe, con vendite al dettaglio a 572 milioni di euro, in crescita del 37 per cento a cambi costanti e del 17 per cento su base organica. Bene anche l'Asia-Pacifico, prima area per dimensione con 922 milioni e un progresso organico del 6 per cento.

Molto più deboli, invece, i mercati storici. L'Europa si è fermata a 752 milioni con un calo organico del 4 per cento, mentre il Giappone, a 288 milioni, ha limitato la crescita organica al 2 per cento. Il segno più negativo arriva dal Medio Oriente, sceso del 24 per cento a 98 milioni, penalizzato dall'impatto del conflitto regionale sull'area.

Cosa dicono i numeri

Nel commentare i conti, l'amministratore delegato del gruppo Andrea Guerra ha adottato un tono improntato alla fiducia. Chiudiamo i primi sei mesi dell'anno con risultati solidi, accelerando nel secondo trimestre su un primo trimestre positivo, ha dichiarato, sottolineando la traiettoria in miglioramento nonostante un contesto di consumi del lusso ancora incerto a livello globale.

Il vero banco di prova sarà la seconda metà dell'anno. Il gruppo dovrà rilanciare Versace, far ripartire l'Europa e il Medio Oriente e sostenere lo slancio delle Americhe, il tutto mentre Miu Miu affronta confronti sempre più difficili. Se riuscirà a farlo, Prada confermerà di saper resistere alla frenata del lusso meglio di molti concorrenti del settore.

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